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TOWRO Boost: il prodotto che vendi, modulo per modulo

CRM, email marketing, funnel builder, social planner ed e-commerce in una piattaforma sola: cosa fa ogni modulo, come si racconta in demo e perché conta.

60 min

Video call di presentazione, minuto venti. Dall'altra parte c'è la titolare di un piccolo e-commerce di cosmetica naturale: ha ascoltato, ha fatto domande intelligenti, e adesso incrocia le braccia e dice: "Va bene, ma in concreto: io domattina apro questo TOWRO Boost e cosa ci trovo dentro?".

È la domanda più bella che possa farti un cliente, perché significa che si sta già immaginando dentro il prodotto. Ed è anche il momento in cui si vede la differenza tra due tipi di commerciale. Il primo recita l'elenco: "c'è il CRM, l'email marketing, il funnel builder, il social planner e l'e-commerce". Tecnicamente corretto, commercialmente inutile: ha elencato cinque parole inglesi a una persona che voleva sapere cosa cambia nella sua giornata. Il secondo risponde così: "Ci trovi cinque strumenti che oggi probabilmente paghi e gestisci separati — e ci trovi i tuoi clienti, una volta sola, visti da tutti e cinque". Poi prende il modulo che fa più male a lei e parte da lì.

Questa lezione ti porta dal primo tipo al secondo. Per ognuno dei cinque moduli di TOWRO Boost vedrai cosa fa quella categoria di strumento, quale problema risolve a una PMI, come si racconta in demo e quali domande aspettarti. Una premessa di metodo, da tenere per tutta la carriera: qui impari i concetti e il modo di presentarli; i dettagli operativi dei piani, dei listini e delle singole funzioni li trovi nel materiale interno del team, che è sempre aggiornato. In demo non si improvvisano dettagli: si padroneggiano concetti.

Cosa vendi quando dici "all-in-one"

Nella lezione precedente hai visto il problema: la PMI media vive con strumenti separati, ognuno col suo abbonamento e il suo archivio, e i dati che non si parlano le costano soldi ogni mese. TOWRO Boost è la risposta a quel problema: il software all-in-one che unisce CRM, email marketing, funnel builder, social planner ed e-commerce in un'unica piattaforma — il primo del suo genere sviluppato interamente in Italia.

Fissa subito il punto concettuale, perché è il cuore di ogni demo che farai: il valore di TOWRO Boost non è la somma dei cinque moduli. È la congiunzione — il fatto che i cinque moduli lavorano sullo stesso cliente. Cinque ottimi strumenti separati ti danno cinque fotografie parziali; cinque moduli sulla stessa piattaforma ti danno un film intero. Il cliente che arriva da una pagina del funnel, riceve le email, viene seguito nel CRM e compra nello shop è — per costruzione — la stessa scheda, la stessa storia, lo stesso filo.

Per questo l'errore classico in demo è presentare i moduli come un catalogo: cinque capitoli slegati, uno dopo l'altro, finché il cliente non si perde. La struttura giusta è raccontare un viaggio: il viaggio di un cliente finale dentro l'azienda del tuo prospect, che attraversa i moduli uno dopo l'altro. Vediamoli in quest'ordine — che è l'ordine del viaggio, non dell'importanza.

TOWRO Boost: cinque moduli, un solo cliente

┌────── FUNNEL BUILDER ──────┐
visitatore ─┤ pagine che trasformano ├─► contatto
└────────────────────────────┘
contatto ──► CRM ............ la relazione e la trattativa
contatto ──► EMAIL MKTG ..... il dialogo che continua
pubblico ──► SOCIAL PLANNER . la presenza che alimenta
cliente ──► E-COMMERCE ..... la vendita che conclude
UN database · UN abbonamento · UN supporto (italiano)

Funnel builder: dove i visitatori diventano contatti

Cosa fa questa categoria. Un funnel builder serve a costruire percorsi di conversione: pagine web progettate per portare chi le visita a compiere una azione — lasciare il contatto, prenotare una chiamata, richiedere un preventivo — e a incanalarlo nei passi successivi. La parola funnel ("imbuto") la conosci già dal modulo sui fondamenti: tanti entrano, pochi escono clienti, e l'imbuto serve a perderne il meno possibile per strada. La differenza con un sito tradizionale è di intenzione: il sito racconta l'azienda a tutto tondo, con menu e dieci pagine tra cui disperdersi; una pagina di funnel ha un solo obiettivo e toglie tutto il resto.

Il problema che risolve a una PMI. La PMI tipo ha un sito vetrina fermo da anni che non produce contatti, e ogni volta che vorrebbe una pagina per una promozione o una campagna deve chiamare "quello che ci ha fatto il sito", aspettare e pagare. Risultato: le campagne mandano traffico sulla home page generica, e il traffico evapora. Il funnel builder restituisce all'azienda l'autonomia: pagine costruite componendo blocchi, senza scrivere codice, collegate per natura al resto della piattaforma — il contatto che compila il form non finisce in una casella email, nasce direttamente come contatto nel CRM.

Come si racconta in demo. Mai partire dalla tecnologia: parti dal buco nel secchio. "Lei oggi paga per portare visite al sito? E di cento che entrano, quanti la contattano? Non lo sa nessuno, ed è normale: il sito non è fatto per quello. Le faccio vedere cosa succede quando una campagna atterra su una pagina fatta apposta." Poi mostri il concetto: pagina con un solo messaggio, un solo invito all'azione, e il contatto che appare nel CRM nel momento in cui qualcuno compila.

Le domande da aspettarti. "Quindi sostituisce il mio sito?" — non necessariamente: il sito istituzionale può restare, il funnel lavora dove serve convertire. "Devo saperlo fare io?" — il concetto della categoria è proprio l'autonomia senza codice; per i dettagli su template e percorsi guidati, materiale interno e demo dal vivo.

CRM: dove vive la relazione

Cosa fa questa categoria. Il CRM lo conosci meglio di chiunque: è lo strumento del tuo mestiere, e la lezione del modulo Processo e strumenti ti ha insegnato a usarlo. Qui cambia la prospettiva: non sei tu a usarlo — lo stai vendendo. E il modo migliore per venderlo è proprio la tua esperienza: tu sai per vissuto cosa significa una pipeline pulita, un deal con il prossimo passo datato, una scheda che racconta tutta la storia. Pochi commerciali al mondo possono dire "questo strumento io lo uso ogni giorno per il mio stipendio".

Il problema che risolve a una PMI. La memoria del titolare. Nella PMI media i clienti vivono nella testa di una o due persone: chi ha chiesto cosa, a chi è stato promesso cosa, chi andava richiamato. Funziona fino a cinquanta clienti, poi le cose cadono — e ogni preventivo dimenticato è fatturato regalato a un concorrente. Il CRM dentro Boost dà alla PMI quello che dà a te: un posto unico dove ogni contatto ha la sua storia e il suo prossimo passo. Con il vantaggio strutturale dell'all-in-one: la scheda si arricchisce da sola con ciò che accade negli altri moduli, dalle email aperte agli acquisti fatti.

Come si racconta in demo. Con una domanda, sempre la stessa, perché funziona sempre: "Mi dica un numero: quanti preventivi ha mandato negli ultimi tre mesi, e quanti sono diventati clienti?". Nove volte su dieci la risposta è "eh, dovrei controllare" — ed è lì che mostri la pipeline: ogni trattativa una scheda, ogni scheda una fase, il totale sotto gli occhi. Racconta anche un pezzo di te: "questa è la stessa logica con cui lavoro io tutti i giorni".

Le domande da aspettarti. "Devo reinserire tutti i miei contatti a mano?" — il concetto di categoria è l'importazione da fogli esistenti; sui formati e i passaggi specifici, materiale interno. "I miei venditori non lo useranno mai" — obiezione vera, risposta onesta: lo strumento da solo non basta, serve il processo; ed è esattamente il motivo per cui TOWRO non vende solo software (lo vedrai nella lezione su TOWRO Agency).

Email marketing: il dialogo che continua

Cosa fa questa categoria. Invii di email alla propria lista — newsletter, promozioni, comunicazioni — e, al livello superiore, automazioni: sequenze che partono da sole quando succede qualcosa (un'iscrizione, un acquisto, un'inattività prolungata). Alla profondità tecnica di questo mondo è dedicata un'intera lezione, l'ultima del modulo; qui ti serve il posizionamento dentro Boost.

Il problema che risolve a una PMI. Il patrimonio dormiente. Quasi ogni azienda ha centinaia o migliaia di contatti accumulati negli anni — clienti passati, richieste di preventivo, biglietti da visita — che non sente mai, salvo poi pagare pubblicità per raggiungere sconosciuti. L'email è il canale che parla a chi ti conosce già, a costo marginale quasi nullo. E dentro un all-in-one acquista il superpotere che le piattaforme separate non hanno: sa tutto quello che sanno gli altri moduli. Può scrivere solo a chi non compra da sei mesi, solo a chi ha una trattativa aperta, solo a chi ha comprato il prodotto X — perché acquisti e trattative vivono nello stesso database.

Come si racconta in demo. Parti dal patrimonio, non dallo strumento: "Quanti contatti ha accumulato la sua azienda in tutti questi anni, tra clienti e preventivi? E quante volte all'anno si fa sentire con loro?". Il silenzio che segue è la vendita. Poi un esempio concreto cucito sul suo settore: per l'e-commerce di cosmetica, "chi ha comprato una crema due mesi fa, la sta finendo: un promemoria automatico in quel momento non è pubblicità, è un servizio".

Le domande da aspettarti. "Le email finiscono in spam" e "ma le legge ancora qualcuno?" — risposte complete nella lezione sui canali diretti; in demo basta la versione breve: lo spam dipende da configurazioni tecniche che si sistemano, e le email ai propri contatti restano tra i canali col miglior ritorno del marketing.

Social planner: la presenza senza il caos

Cosa fa questa categoria. Un social planner serve a pianificare e pubblicare i contenuti sui canali social da un posto solo: prepari i post in anticipo — magari un mese in una sessione — li metti in calendario e partono da soli, sui vari profili, senza che ogni pubblicazione sia un'operazione manuale fatta al volo dal telefono.

Il problema che risolve a una PMI. L'incostanza. Il pattern lo riconoscerai in quasi ogni trattativa: l'azienda apre i profili con entusiasmo, pubblica per tre settimane, poi arriva il lavoro vero e i profili muoiono — e un profilo fermo da quattro mesi è una vetrina con la polvere, fa più danno che non averlo. Il problema non è la mancanza di idee: è che pubblicare "quando c'è tempo" significa non pubblicare. Il planner trasforma i social da urgenza quotidiana a processo: una sessione di pianificazione, un calendario, e la presenza va avanti da sola.

Come si racconta in demo. Con delicatezza, perché qui tocchi un senso di colpa: quasi ogni titolare sa di aver abbandonato i social. Niente rimproveri: "non è un problema di volontà, è che nessuno può ricordarsi di pubblicare ogni giorno mentre manda avanti un'azienda. Le faccio vedere come si prepara un mese di presenza in una sola sessione". Il calendario visuale, in demo, vale più di mille parole: si vede il mese pieno.

Le domande da aspettarti. "Ma i contenuti chi li fa?" — domanda giusta: lo strumento organizza e pubblica, i contenuti restano da creare; ed è uno dei punti dove si aggancia il lavoro di TOWRO Agency. "Su quali social funziona?" — l'elenco aggiornato delle piattaforme collegate è nel materiale interno: mai citarlo a memoria, le integrazioni evolvono.

E-commerce: la vendita che conclude

Cosa fa questa categoria. Permette di vendere online: catalogo prodotti, carrello, pagamenti, ordini. È la categoria di Shopify e simili, che il tuo cliente potrebbe nominare.

Il problema che risolve a una PMI. Per chi vende prodotti, l'e-commerce separato è l'ennesima isola — anzi, l'isola più grave, perché contiene il dato più prezioso di tutti: chi compra cosa, e quando. Quando lo shop è staccato dal resto, quel dato resta chiuso lì: la piattaforma email non sa chi ha comprato, il CRM non sa quanto vale ogni cliente. Dentro Boost, l'acquisto entra nella stessa scheda di tutto il resto: e questo abilita esattamente le automazioni che per un negozio online fanno la differenza — il recupero di chi non completa l'ordine, il riacquisto, la riattivazione — che approfondirai nella lezione sui canali diretti.

Come si racconta in demo. Dipende da chi hai davanti. Se il prospect vende già online con un'altra piattaforma, il racconto è l'unificazione: "oggi il suo negozio sa delle cose che il resto del suo marketing non sa — le faccio vedere cosa succede quando si parlano". Se non vende ancora online, il racconto è l'opportunità senza progetto monstre: il canale di vendita dentro la piattaforma che prende comunque, non un secondo cantiere da decine di migliaia di euro.

Le domande da aspettarti. "Ho già Shopify, devo migrare?" — risposta da consulente, non da venditore: la migrazione è una decisione seria che si valuta caso per caso con il team, mai una promessa fatta a cuor leggero in demo. "Gestisce anche [esigenza specifica]?" — regola d'oro che vale per ogni modulo: ciò che non sai con certezza non si inventa, si verifica. "Ottima domanda, la verifico col team tecnico e le rispondo per iscritto entro domani" detto con sicurezza vende più di un sì improvvisato — e ti protegge per i 24 mesi di contratto che seguono.

Perché "sviluppato interamente in Italia" conta davvero

"Primo software all-in-one del suo genere sviluppato interamente in Italia" non è una riga patriottica da brochure: per il cliente PMI tocca tre nervi concreti. Imparali come argomenti, non come slogan.

Il supporto. Chi ha usato i grandi software internazionali conosce la trafila: assistenza via ticket, risposte standard, fusi orari, e al telefono — se va bene — un call center esterno. Per una PMI senza reparto IT, il supporto non è un dettaglio del contratto: è la differenza tra un problema risolto in giornata e una settimana di email. Un prodotto sviluppato in Italia significa che chi lo ha costruito e chi ti assiste sono nello stesso paese, nella stessa lingua, nello stesso fuso del cliente.

La lingua. Non solo l'interfaccia tradotta — la traduzione ce l'hanno quasi tutti, spesso approssimativa. La differenza è che il prodotto, la documentazione, la formazione e l'assistenza nascono in italiano, pensati per come lavora un'azienda italiana. Per il titolare sessantenne che il software lo userà ogni giorno, "è tutto in italiano, e quando chiama risponde qualcuno che lo parla davvero" è spesso l'argomento che chiude.

I dati. Le aziende sono sempre più sensibili — giustamente — a dove finiscono i dati dei loro clienti, e il GDPR ha trasformato la sensibilità in obbligo. Un fornitore italiano, soggetto alle stesse regole europee del cliente, raggiungibile e responsabile nello stesso ordinamento, è un argomento di fiducia forte. Senza improvvisare tecnicismi: per domande puntuali su trattamento dati e conformità c'è la documentazione ufficiale nel materiale interno — il tuo lavoro è posizionare il principio, non recitare l'informativa.

E c'è l'argomento competitivo: "primo del suo genere". Significa che su questo terreno — l'all-in-one completo pensato e costruito interamente in Italia per le PMI italiane — TOWRO è arrivata prima. Non lo userai come vanteria, ma come risposta alla domanda "perché voi e non i soliti nomi americani?": perché i soliti nomi americani sono fatti per un mercato che non è il suo.

Il confronto che chiude: all-in-one contro cinque abbonamenti

Riprendi i numeri della lezione precedente — ordini di grandezza dichiarati come tali — e mettili in fila come li metterai davanti al cliente. La PMI tipo da 5.000 contatti con lo stack separato di fascia media spende ~€150–350 al mese di soli abbonamenti: CRM, piattaforma email, costruttore di pagine, pianificatore social, connettori per tenerli insieme. Sopra, il costo invisibile: con anche solo 3 ore a settimana perse tra inserimenti doppi e riconciliazioni, a €25/ora aziendali sono altri ~€300 al mese. Totale realistico dello stack frammentato: nell'ordine dei €450–650 al mese, per avere comunque cinque archivi che non si parlano.

Il confronto con TOWRO Boost non lo fai sul prezzo di listino — quello lo presenti con il listino aggiornato dal materiale interno, mai a memoria — ma sulla struttura del confronto, che resta vera con qualunque listino: da una parte cinque abbonamenti più i ponti più le ore più gli errori; dall'altra una piattaforma, un canone, un supporto, zero ponti e zero riconciliazioni, perché il dato è unico per costruzione. Quando il confronto è impostato così, il prezzo smette di essere "un costo in più" e diventa quello che è: la sostituzione di una somma disordinata con un numero solo.

E nota l'aggancio con il tuo modello: il contratto TOWRO è di 24 mesi, e la tua provvigione ha una parte residuale mensile lungo tutta la durata. Significa che ti conviene vendere bene: un cliente a cui hai impostato il confronto onesto e le aspettative giuste resta, usa la piattaforma e la rinnova. Un cliente a cui hai promesso magie disdice — e la storia la vedrai nel dettaglio nella prossima lezione.

«Ho già i miei strumenti: devo buttare via tutto e migrare?»

No, e diffidi di chi le risponde sì senza aver guardato cosa usa. La migrazione si valuta pezzo per pezzo: alcuni dati si importano facilmente, altri passaggi vanno pianificati, e certe cose possono convivere per un periodo di transizione. Quello che le posso dire con certezza è il punto di arrivo: oggi paga e gestisce strumenti separati che non si parlano, domani ha un posto solo dove ogni cliente è una scheda unica. Il percorso per arrivarci lo definiamo insieme al team in fase di attivazione, sulla sua situazione reale — non con una promessa generica fatta in call.

«E se domani TOWRO chiude o io voglio andarmene? I miei dati restano in ostaggio?»

Domanda sana, e gliela incoraggio: i dati dei suoi clienti sono suoi, sempre, e deve poterli portare via — vale per noi come per qualunque fornitore che sceglierà nella vita. Le modalità pratiche di esportazione gliele metto per iscritto dopo la call, dalla documentazione ufficiale, così non si fida della mia parola ma di un documento. Le faccio anche notare una cosa: questa domanda la sta facendo a noi, ma l'ha mai fatta alle cinque piattaforme estere dove i suoi dati stanno adesso? Un fornitore italiano, soggetto al GDPR come lei, su questo terreno è la scelta più tutelante, non la più rischiosa.

«Quanto costa?»

Il listino aggiornato glielo presento tra un attimo con i numeri precisi davanti, perché merita i dettagli giusti e non cifre a memoria. Ma prima fissiamo il termine di paragone, sennò qualunque numero le sembrerà un costo in più: oggi lei quanto spende, in totale, tra i vari abbonamenti che ha? E quante ore al mese se ne vanno a far quadrare dati tra uno strumento e l'altro? Il confronto onesto è tra quella somma — abbonamenti più ponti più tempo — e un canone solo. Fatto su quel terreno, il discorso sul prezzo cambia completamente faccia.

«Il modulo X gestisce anche [funzione molto specifica]?»

Le rispondo con precisione entro domani, per iscritto, dopo averlo verificato con il team tecnico — preferisco farle aspettare un giorno che darle un sì approssimativo su una cosa che per lei è importante. Le dico intanto come ragionare: per ogni esigenza specifica le domande giuste sono due — il flusso che le serve si può costruire con i moduli della piattaforma, e in che modo? Su questo il team tecnico è la fonte giusta, e il fatto che sia a Torino e non in un call center oltreoceano significa che la risposta arriva davvero domani, non tra tre ticket.

Le parole di questa lezione
All-in-one
Piattaforma unica che riunisce i moduli principali del marketing sopra un solo database. TOWRO Boost è il primo del suo genere sviluppato interamente in Italia.
Funnel builder
Strumento per costruire percorsi di conversione: pagine con un solo obiettivo che trasformano visitatori in contatti, senza scrivere codice.
Landing page
Pagina su cui atterra il traffico di una campagna, progettata per una sola azione. L'opposto della home page generica.
Social planner
Strumento per pianificare i contenuti social in anticipo e pubblicarli a calendario, trasformando la presenza da urgenza quotidiana a processo.
Automazione
Sequenza che il software esegue da solo al verificarsi di una condizione: iscrizione, acquisto, inattività. Il moltiplicatore dell'email marketing.
Migrazione
Il passaggio di dati e processi dai vecchi strumenti alla nuova piattaforma. Si pianifica caso per caso: mai prometterla a cuor leggero in demo.
Demo
La presentazione guidata del prodotto in video call: non un catalogo di funzioni, ma il viaggio di un cliente del prospect attraverso i moduli.
Onboarding
La fase di attivazione dopo la firma: configurazione, importazione dati, formazione. Dove le promesse della demo diventano realtà.
GDPR
Il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. Per il cliente, un fornitore italiano soggetto alle sue stesse regole è un argomento di fiducia.

Riassunto in 30 secondi

TOWRO Boost è il software all-in-one che unisce CRM, email marketing, funnel builder, social planner ed e-commerce in un'unica piattaforma — il primo del genere sviluppato interamente in Italia. Il valore non è la somma dei moduli ma la congiunzione: un solo database, lo stesso cliente visto da tutti e cinque. In demo non reciti il catalogo: racconti il viaggio di un cliente del prospect attraverso i moduli, partendo da quello che gli fa più male. "Made in Italy" si argomenta su tre nervi concreti: supporto vero, lingua nativa, dati sotto regole europee. Il confronto di prezzo si imposta contro la somma reale dello stack frammentato — abbonamenti, ponti, ore — mai contro lo zero del piano gratuito. E i dettagli che non sai non si inventano: si verificano col team e si rispondono per iscritto.

Mettilo in pratica questa settimana

Questa settimana prepara e registra (anche solo col telefono) la tua presentazione di un singolo modulo a scelta, in massimo quattro minuti, immaginando un cliente specifico: il ristorante sotto casa, un e-commerce, un artigiano. Struttura obbligata: il problema che lui vive oggi → cosa cambia col modulo → cosa succede grazie al database unico → la domanda difficile che ti farebbe, con la tua risposta. Riascoltati e conta quante volte hai descritto funzioni invece di raccontare il suo problema: la prossima registrazione, dimezzale.


Il prodotto ora lo conosci: nella prossima lezione vedi l'altra metà dell'offerta — i servizi — e come ci si costruisce uno stipendio. Candidati all'Accademia.

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