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TOWRO Agency: i servizi che vendi e come si erogano

Consulenza, gestione progettuale 360° e coaching commerciale: cosa significa ognuno per il cliente, perché il contratto dura 24 mesi e come ci guadagni tu.

50 min

Fine della presentazione a un'azienda artigiana di serramenti, tre soci, mercato locale. Il più anziano dei tre ha ascoltato tutto in silenzio, poi appoggia gli occhiali sul tavolo e dice: "Il software l'ho capito, e mi piace pure. Ma noi qua dentro non abbiamo nessuno che lo userà come dite voi. Mio figlio ci proverà due settimane, poi torna in officina. Quindi grazie, ma non fa per noi".

Fermati su questa scena, perché contiene una verità che vale tutta la lezione: l'uomo ha appena fatto l'obiezione più onesta e più fondata che sentirai mai. Ha ragione lui. Uno strumento, da solo, non cambia un'azienda — come un'attrezzatura da palestra non mette in forma nessuno. Se TOWRO vendesse solo software, quella trattativa sarebbe finita lì, e giustamente. Invece è esattamente il momento in cui la trattativa comincia: perché TOWRO non è solo una software house, è un'agenzia di marketing digitale. E quello che rispondi è: "Ha perfettamente ragione, ed è il motivo per cui non le sto proponendo solo un software. Le sto proponendo che ce ne occupiamo noi, insieme a voi".

TOWRO Agency è questa metà dell'offerta: consulenza, gestione progettuale 360° e coaching commerciale. In questa lezione vedi cosa significa ognuna delle tre cose in pratica per il cliente, su quali clienti rende di più, perché il contratto dura 24 mesi — e come si spiega quel numero come un vantaggio reciproco, non come una clausola da subire. Alla fine, il collegamento che ti riguarda in prima persona: come tutto questo diventa il tuo stipendio. Come sempre: qui i concetti e il modo di presentarli; i dettagli operativi dell'offerta, i listini e i contratti tipo vivono nel materiale interno del team.

Perché esistono i servizi: il software non basta (e dirlo ti fa vendere)

Prima di smontare i tre pilastri, il principio che li tiene insieme. La PMI italiana media non ha un reparto marketing. Non ha un esperto interno di campagne, non ha chi scrive contenuti, non ha chi guarda i numeri ogni settimana. Quando compra uno strumento — qualunque strumento — compra un potenziale: la distanza tra il potenziale e i risultati la copre il lavoro di qualcuno. Se quel qualcuno in azienda non c'è, lo strumento diventa un abbonamento che si paga e non si usa. Lo hai visto nella lezione sul mercato dei fornitori: i cimiteri delle PMI sono pieni di siti mai aggiornati e piattaforme mai aperte.

Questo è il motivo strutturale per cui l'offerta TOWRO ha due gambe: TOWRO Boost è lo strumento, TOWRO Agency è il lavoro e la competenza che lo fanno rendere. Le due gambe si rafforzano a vicenda — il servizio rende perché lo strumento dà i dati e l'infrastruttura; lo strumento rende perché c'è chi lo fa lavorare.

E nota il vantaggio commerciale di questa onestà: quando dici a un cliente "il software da solo non le basterà", stai dicendo una cosa che lui già sospetta. Diciamogliela noi prima che la pensi lui: la fiducia che si costruisce ammettendo i limiti dello strumento è la stessa fiducia che firma il contratto sui servizi. Il commerciale che promette che "il software fa tutto da solo" vende una volta e genera una disdetta; tu, che vendi la coppia strumento+lavoro, vendi una volta e generi 24 mesi di rapporto.

La consulenza: vendere occhi esperti, non ore

Cosa significa in pratica per il cliente. La consulenza è la componente in cui TOWRO mette a disposizione del cliente competenza e direzione: analizzare la situazione, capire dove l'azienda perde opportunità, decidere le priorità e indicare la strada. È la risposta alla domanda che ogni titolare si fa e che quasi nessuno gli ha mai aiutato a strutturare: "io avrei anche un po' di budget — ma da dove comincio?".

Il valore della consulenza sta in una cosa precisa, che devi saper articolare: il costo degli errori evitati. Il titolare che fa da solo non sbaglia perché è stupido — sbaglia perché ogni errore lo paga per la prima volta: la campagna impostata male, il canale sbagliato per il suo settore, sei mesi e qualche migliaio di euro per scoprire cose che un consulente sa già. La consulenza è comprare l'esperienza accumulata su decine di aziende prima della sua, al posto di pagarsi da soli tutto il percorso a tentativi.

Su quali clienti rende di più. Sul cliente che ha già capito che il fai-da-te non funziona — perché ci ha provato. L'imprenditore reduce da un'esperienza deludente ("ho speso coi social e non è servito a niente") è spesso il miglior cliente per la consulenza: non devi convincerlo che il marketing sia complesso, lo sa già sulla sua pelle. Devi solo dimostrargli che il problema non era il marketing: era farlo senza guida.

Come si presenta. Mai come "ore di consulenza" — nessuno compra ore, e il cliente che compra ore poi le conta. Si presenta come risultato di direzione: "lei smette di decidere da solo a intuito; ogni scelta sul marketing la fa con qualcuno che lo fa di mestiere e che risponde delle proprie raccomandazioni per i prossimi 24 mesi". L'ancoraggio temporale non è casuale: anticipa il tema del contratto, che vedremo tra poco.

La gestione progettuale 360°: "ce ne occupiamo noi"

Cosa significa in pratica per il cliente. Se la consulenza è la direzione, la gestione progettuale 360° è l'esecuzione: TOWRO non si limita a dire al cliente cosa fare — lo fa, prendendo in carico il progetto nel suo insieme. Quel "360°" significa che il cliente ha un interlocutore unico responsabile del quadro completo, invece del puzzle tipico della PMI: il sito di uno, le campagne di un altro, i social del nipote, e nessuno responsabile dell'insieme.

Qui ricolleghi due lezioni che hai già fatto. Dal modulo sull'ecosistema sai com'è fatta l'anatomia di un progetto — onboarding, analisi, strategia, setup, esecuzione, misurazione — e sai che i primi 30–60 giorni sono di costruzione: questa conoscenza ti serve adesso, per vendere aspettative giuste. E dalla lezione precedente conosci TOWRO Boost: la gestione progettuale si appoggia naturalmente alla piattaforma, perché chi gestisce il progetto lavora sugli stessi dati e sugli stessi strumenti che il cliente ha in casa — niente "le mando il report da un sistema che lei non vedrà mai".

Su quali clienti rende di più. Sul cliente senza tempo e senza persone: l'azienda dove il titolare è anche il direttore commerciale, il responsabile acquisti e il capo officina. Per lui il valore non è solo la competenza: è la delega con responsabilità. Pensa ai tre soci dei serramenti dell'apertura: l'obiezione "non abbiamo nessuno che lo segua" si scioglie esattamente qui. È anche il motivo per cui la gestione 360° rende di più del singolo servizio spot: il valore composto — ogni mese costruisce sul precedente — si vede proprio nella continuità.

Come si presenta. Con la divisione dei ruoli più chiara possibile: "lei fa il suo mestiere, che nessuno sa fare come lei; noi facciamo il nostro. Una volta al mese ci sediamo e le mostriamo cosa è stato fatto, cosa ha prodotto, e cosa faremo dopo". E con le aspettative oneste sui tempi: il cliente che sa in anticipo che i primi due mesi sono fondamenta non disdice al sessantesimo giorno — il cliente sorpreso, sì.

Il coaching commerciale: far vendere meglio il cliente

Cosa significa in pratica per il cliente. Il terzo pilastro è quello che molte agenzie non hanno, e per questo va capito bene. Il marketing — anche fatto benissimo — porta l'azienda fino a un punto preciso: il contatto interessato. La telefonata, il preventivo, la trattativa, la firma: quelli li fa il cliente. E qui casca l'asino di mezzo mercato: l'agenzia porta 30 richieste, l'azienda ne converte 2, e la colpa — indovina — è "del marketing che porta contatti scarsi". Il coaching commerciale interviene su questo ultimo miglio: aiutare il cliente e le sue persone a gestire meglio i contatti che il marketing produce — il metodo, l'approccio, il processo di vendita.

Tu questo mondo lo conosci dall'interno: tutto ciò che hai studiato nei moduli setter e closer — la qualifica, la discovery, la gestione delle obiezioni, la disciplina del CRM — è la materia di cui è fatto il coaching commerciale. Non lo erogherai tu: ma sei la persona più credibile per venderlo, perché ne parli per esperienza diretta.

Su quali clienti rende di più. Sulle aziende dove tra il contatto e l'acquisto c'è una trattativa vera: chi vende su preventivo, importi significativi, decisioni ponderate — installatori, studi, B2B, servizi. Lì ogni punto di conversione in più vale moltissimo. (Per un e-commerce puro, dove il cliente compra da solo col carrello, questo pilastro pesa meno: saperlo è onestà di proposta.)

Come si presenta. Con la domanda che apre gli occhi: "quando vi arriva una richiesta di preventivo, cosa succede esattamente? Chi risponde, dopo quanto tempo, chi richiama se non si fanno vivi?". Nove aziende su dieci scoprono rispondendo che non lo sa nessuno con precisione. Poi l'argomento economico, che è matematico: far rendere di più i contatti che già arrivano costa meno che comprarne di nuovi. Se converti il doppio, ogni euro già speso in marketing vale il doppio — retroattivamente.

I 24 mesi: perché il contratto dura due anni (e come si spiega)

Il contratto TOWRO è di 24 mesi. Devi saperlo difendere non come una clausola da far ingoiare, ma come una scelta progettuale che protegge entrambe le parti — perché è quello che è. Tre argomenti, in ordine di forza.

Primo: i tempi del marketing sono quelli, per chiunque. Lo sai dall'anatomia di un progetto: i primi 30–60 giorni sono costruzione (analisi, setup, fondamenta), i risultati arrivano dopo, e il valore vero è composto — ogni mese di dati rende più efficace il successivo. Un rapporto di 6 mesi è strutturalmente un controsenso: si paga tutta la fase di costruzione e si esce proprio quando comincia il raccolto. I 24 mesi sono l'orizzonte in cui un progetto fa il ciclo completo: costruire, raccogliere, ottimizzare, scalare.

Secondo: l'orizzonte lungo cambia gli incentivi del fornitore — a favore del cliente. Questo è l'argomento più fine, usalo bene. Il fornitore che vive di rinnovi trimestrali è incentivato a inseguire risultati di facciata immediati, anche a scapito del lavoro strutturale. Il fornitore legato per 24 mesi è incentivato a costruire cose che reggono nel tempo, perché ci sarà ancora quando i nodi verranno al pettine. Detto al cliente: "i 24 mesi vincolano prima di tutto noi: tra un anno e mezzo saremo ancora qui a rispondere di quello che abbiamo costruito".

Terzo: la stabilità si pianifica. Per il cliente, un interlocutore stabile per due anni significa niente ripartenze da zero, niente nuovo fornitore ogni sei mesi a cui rispiegare tutto. Per TOWRO, un parco clienti stabile permette di investire su ogni cliente più di quanto un rapporto mordi-e-fuggi giustificherebbe. È un patto, e i patti si presentano per quello che sono: "noi ci impegniamo a lavorare sul suo progetto per due anni; lei si impegna a darci i due anni che servono perché il lavoro renda".

L'errore da non fare mai: nascondere la durata, minimizzarla, o lasciarla scoprire al momento del contratto. La durata si dichiara presto e con orgoglio — chi la nasconde la trasforma in un'imboscata, chi la spiega la trasforma in una prova di serietà.

Il patto dei 24 mesi: cosa succede quando

Mesi 1–2 COSTRUZIONE analisi, strategia, setup, fondamenta
Mesi 3–6 PRIMI FRUTTI prime campagne, primi dati, aggiustamenti
Mesi 7–12 REGIME il sistema gira, si ottimizza sui numeri
Mesi 13–24 SCALA si reinveste su ciò che ha dimostrato di rendere
Esce al mese 6 → ha pagato la costruzione, perso il raccolto
Resta 24 mesi → il valore composto lavora per lui
(e il residuale lavora per te)

I tuoi numeri: 30%, €1.440 a firma, €14 al mese per 24 mesi

Chiudiamo con il collegamento che rende tutto questo personale: le tue provvigioni. I numeri sono quelli reali e pubblici del piano provvigionale TOWRO: 30% sul contratto, che si traduce in €1.440 accreditati a ogni firma, più una componente residuale di €14 al mese per i 24 mesi di vita del contratto. Nessuno storno, nessun tetto. E con un ciclo di vendita medio di 2–5 giorni dal primo contatto alla firma, il tempo tra il lavoro e il risultato si misura in giorni, non in trimestri.

Facciamo i conti per esteso su un singolo contratto:

  • Alla firma: €1.440, subito.
  • Residuale: €14 × 24 mesi = €336 distribuiti lungo la vita del contratto.
  • Valore totale di una firma: €1.440 + €336 = €1.776.

Ora la parte interessante: il residuale si accumula. Prendi un ritmo prudente e sostenibile: 2 contratti al mese. Al mese 1 incassi €2.880 di firme + €28 di residuale (2 contratti attivi). Al mese 6 hai 12 contratti attivi: €2.880 + €168. Al mese 12, con 24 contratti attivi: €2.880 + €336 al mese di residuale — a quel punto, ogni mese, il solo residuale vale quanto un'intera firma in più, ed è frutto di lavoro già fatto. Su 12 mesi a questo ritmo: €34.560 di firme + €2.184 di residuali maturati = oltre €36.700 nel primo anno, con la coda dei residuali che continua nei mesi successivi. È così che si costruisce la parte alta della forchetta reale del ruolo (RAL equivalente 20.736–51.840: il ritmo delle firme fa la differenza tra i due estremi).

Nota cosa lega i tuoi numeri a tutto quello che hai letto sopra: il residuale ti paga per 24 mesi solo se il cliente resta 24 mesi. Il cliente venduto male — aspettative gonfiate, durata nascosta, promesse improvvisate — disdice, litiga, logora. Il cliente venduto bene — confronto onesto, tempi dichiarati, patto spiegato — resta, rinnova e ti presenta altri imprenditori. Il piano provvigionale è costruito perché vendere con onestà e guadagnare bene siano la stessa strategia. Non capita spesso, nel mondo commerciale: approfittane.

«24 mesi sono tanti: e se dopo sei mesi non funziona?»

La capisco, e le rispondo prima con un fatto tecnico: nei primi due mesi si costruisce — analisi, strategia, impostazione — e i risultati arrivano dopo, per noi come per chiunque faccia questo lavoro seriamente. Un contratto di sei mesi le farebbe pagare tutta la costruzione per uscire proprio quando comincia il raccolto: è la peggior formula possibile per lei, anche se sembra la più prudente. E guardi il vincolo dall'altro lato: i 24 mesi legano prima di tutto noi — tra un anno e mezzo saremo ancora qui a rispondere di quello che abbiamo costruito, non un fornitore nuovo che riparte da zero. Ogni mese vedrà nero su bianco cosa è stato fatto e cosa ha prodotto: il controllo ce l'ha sempre lei.

«Che differenza c'è tra la consulenza e la gestione 360°? Non è la stessa cosa?»

No, e la differenza è la stessa che passa tra il progettista e l'impresa che costruisce. La consulenza è la direzione: analizziamo la sua situazione, decidiamo insieme le priorità e le indichiamo la strada — le scelte restano sue, con noi accanto. La gestione progettuale 360° è l'esecuzione: ce ne occupiamo noi, dalla strategia alle attività operative, con un responsabile unico del quadro completo, e lei vede ogni mese cosa è stato fatto e cosa ha reso. Quale serve a lei dipende da una domanda sola: in azienda ha qualcuno con tempo e competenze per eseguire? Se sì, la consulenza basta; se no — ed è il caso più frequente — la direzione senza esecuzione resta un bel documento in un cassetto.

«Il coaching commerciale? Guardi che noi vendiamo da trent'anni…»

E si vede: trent'anni di mestiere non si comprano. Il coaching non serve a insegnarle a vendere — serve su un punto preciso e nuovo: i contatti che arrivano dal digitale si comportano diversamente da quelli del passaparola. Hanno già confrontato tre concorrenti online, decidono più in fretta, e se il preventivo arriva dopo cinque giorni hanno già firmato altrove. Le faccio una domanda sola: oggi, quando arriva una richiesta dal sito, chi risponde, entro quanto, e chi richiama se non si fanno vivi? Se la risposta è precisa, il coaching le serve poco davvero. Se è "dipende" — il marketing che le porteremo renderà la metà di quel che potrebbe, e sarebbe un peccato per entrambi.

«Non potete farmi un contratto annuale? Tutti fanno contratti annuali.»

Potremmo, ma le venderei una formula in cui non crediamo, e glielo spiego con i tempi del mestiere. Un anno significa: due mesi di costruzione, qualche mese di primi dati, e disdetta da valutare proprio quando il sistema inizia a rendere sul serio — perché in questo lavoro il valore è composto, ogni mese costruisce sul precedente. I 24 mesi sono l'orizzonte in cui il ciclo si completa: costruire, raccogliere, ottimizzare, scalare. E le dico anche perché molti fanno contratti annuali o trimestrali: perché così possono inseguire risultati di facciata e rinegoziare ogni dodici mesi. Il vincolo lungo obbliga noi a costruire cose che reggono. Se un fornitore le propone vincoli brevissimi, chieda sempre: chi sta proteggendo, davvero?

Le parole di questa lezione
TOWRO Agency
La gamba di servizi dell'offerta TOWRO: consulenza, gestione progettuale 360° e coaching commerciale per le aziende clienti.
Consulenza
La componente di direzione: analisi della situazione, priorità e strada indicata da chi lo fa di mestiere. Si vende come errori evitati, non come ore.
Gestione progettuale 360°
La presa in carico esecutiva del progetto nel suo insieme, con un interlocutore unico responsabile del quadro completo.
Coaching commerciale
L'affiancamento al cliente sull'ultimo miglio: gestire meglio i contatti che il marketing produce — metodo, tempi di risposta, processo di vendita.
Valore composto
Il meccanismo per cui ogni mese di lavoro e di dati rende più efficace il successivo. Il motivo tecnico dell'orizzonte a 24 mesi.
Contratto 24 mesi
La durata del contratto TOWRO: il ciclo completo di un progetto (costruzione, raccolta, ottimizzazione, scala) e un patto che vincola entrambe le parti.
Provvigione 30%
La quota del contratto riconosciuta al commerciale: €1.440 accreditati a ogni firma, senza storni e senza tetto.
Residuale
La componente ricorrente della provvigione: €14 al mese per i 24 mesi del contratto (€336 totali), che si accumula contratto dopo contratto.
Ciclo di vendita
Il tempo dal primo contatto alla firma: in TOWRO, mediamente 2–5 giorni.

Riassunto in 30 secondi

Il software da solo non basta, e dirlo per primi è un vantaggio competitivo: TOWRO Agency è la gamba dell'offerta che copre la distanza tra strumento e risultati. Tre pilastri: la consulenza (direzione: si vende come errori evitati, non come ore), la gestione progettuale 360° (esecuzione con responsabile unico: rende di più sul titolare senza tempo né persone), il coaching commerciale (l'ultimo miglio: far convertire i contatti che il marketing porta). Il contratto dura 24 mesi perché è l'orizzonte del ciclo completo di un progetto, e vincola prima di tutto il fornitore: si dichiara presto e con orgoglio, mai si nasconde. I tuoi numeri: 30%, €1.440 a firma, €14×24 di residuale che si accumula — e ti pagano per intero solo se il cliente resta. Vendere onesto e guadagnare bene sono la stessa strategia.

Mettilo in pratica questa settimana

Questa settimana scrivi, nero su bianco, la tua spiegazione dei 24 mesi in massimo 90 secondi di parlato — come la diresti a un cliente diffidente che ha appena chiesto "e se mi va male?". Vincoli: devi usare tutti e tre gli argomenti (i tempi del marketing, gli incentivi del fornitore, il patto reciproco) senza mai pronunciare le parole "clausola", "vincolo" o "penale". Poi provala a voce alta su una persona vera — un amico, un familiare — e chiedile: "ti sembra una garanzia o una trappola?". Se risponde "trappola", riscrivila.


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